La Libia e i gattini ciechi
La guerra di Libia non è soltanto stolta e frettolosa, è anche dannosa. Per i siriani, soprattutto, quelli che vengono massacrati a centinaia dall’esercito dei fratelli Assad. Francia e Stati Uniti vogliono chiedere al rais siriano di andarsene, così come hanno fatto con il colonnello libico Gheddafi, e quindi si apprestano a sfoderare l’arsenale (per ora) diplomatico a loro disposizione. Ma quanto sarà difficile convincere il Consiglio di sicurezza dell’Onu, questa volta? Leggi Perché l’Italia oggi bombarda la Libia - Leggi Muammar le Mokò - Leggi Truffa cinese a Tripoli di Daniele Raineri - Leggi La differenza tra Kabul e Bengasi
13 AGO 20

I russi e i cinesi, che si sono rassegnati a non ostacolare l’imposizione di una “no fly zone” sul cielo libico, non vogliono ripetere lo stesso errore. Quella risoluzione, la 1.973, è un precedente inamovibile nella coscienza di Mosca e Pechino (e di molti altri, che però non siedono nel Consiglio di sicurezza): è stata stiracchiata, adattata, manovrata, ignorata, sbandierata, soprattutto disattesa.
In Libia non c’è soltanto una “no fly zone”, c’è una campagna di guerra volta al “regime change”, ci sono bombardamenti continui contro i compound della famiglia Gheddafi, c’è una caccia all’uomo sempre mascherata dietro alla protezione dei civili, alla “missione umanitaria”. I cinesi e i russi non sanno più come mostrare il loro dissenso, e i loro timori. Siccome non sono riusciti a riconvocare il Consiglio di sicurezza per sancire – o non sancire – con una risoluzione l’escalation delle operazioni in Libia, ora si guardano bene dal mostrare la benché minima iniziativa in Siria. E tanto per cominciare Mosca non ha nemmeno voluto rispondere all’invito per una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza per parlare del regime di Damasco. I siriani pagano la guerra frettolosa contro Gheddafi.
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